Sua maestà il bagno

L'architetto Claudio Corsetti di Clointeriors racconta la sua idea ristrutturazione, tra arredobagno, rivestimenti e consigli di architettura.

Signore e signori ne abbiamo per tutti i gusti e per tutte le tasche! No, non sto parlando di pentole o di scope elettriche, ma dell’ambiente che nelle nostre case, ha subìto la più imponente rivalutazione, assumendo il carisma di “camera del benessere”, rifugio privato della bellezza e dell’intimità. 
E forse sul quale si riversano le fantasie spesso perniciose dei progettisti più eclettici. Premetto: siamo in un momento storico pervaso dal termine –contaminazione - dove pare si possa fare e accostare di tutto. Con calma ... a volte si, ma ci vuole comunque molta delicatezza, molto gusto per non precipitare nell’orrido. 
Dato per scontato quindi che non parliamo più del cesso, mi si consenta, e che il progetto dello stesso ci si auspica sia allineato al flusso estetico della nostra casa (attenzione….scrivo allineato e non uniforme) partiamo dai colori dei rivestimenti, croce e delizia di progettisti e committenza. 
Dopo anni di grigi di beige di tortora e di greige, stiamo lentamente tornando al colore; molte aziende hanno percepito questo trend e iniziano a proporre gres porcellanati smaltati e bicotture in delicati toni di verde o azzurro, ma anche mostarda e marroni, con una percentuale di grigio che rende il colore polveroso più elegante e meno aggressivo. Grandi proposte anche per i gres che imitano marmi e legni, che ormai solo il tatto può smascherarne l’effettiva natura. 
La tecnica della stampa digitale ne riproduce alla perfezione venature e colori mentre la casualità, tipica in natura, viene garantita da una ripetizione estremamente ampia, in modo da avere la stessa stampa ogni 80 o anche 120 lastre. Sarà quindi impossibile averne due uguali posate accanto. 
Sempre molto fascinosi i prodotti che imitano Calacatta e Carrara, luminosissimi, da scegliere in versione lucida o “tonta” (una semi-lucidatura poco più brillante dell’effetto satinato e infinitamente raffinata). Consideriamo inoltre che più sarà ampio il formato e più potremo apprezzarne le venature: già un formato 90x90, che solo pochi anni fa sarebbe stato considerato spropositato, oggi per questo tipo di rivestimenti è quasi uno standard. 
Stessa faccenda per i legni, ormai fedelissimi agli originali, sia nelle versioni più borghesi come noce e rovere, sia per quelli con effetto decapato, rovinati e usurati. Ma attenzione in questo caso a non esagerare: a meno che non stiate ristrutturando il vostro chalet a Gstaad, l’effetto anticato va ben calibrato. E’ perfetto invece in un locale commerciale dal gusto industrial, in un loft. Fondamentale, scegliere la versione rettificata: costa un filo in più ma garantisce una posa in opera più accurata e infinitamente più fedele al materiale originale. Fuga rigorosamente in tinta sia per l’effetto legno che per l’effetto marmo. Poi se in bagno vogliamo usare il legno vero ... tutta la vita. Gli “effetto cemento o resina” stanno forse prendendo il posto dei gres che per anni hanno imitato le pietre, travertino in testa, una scelta più contemporanea soprattutto nei grandi formati. Per ammorbidirne l’effetto vagamente undergroud basterà inserire arredi in legno o un colore alle pareti, ricordando una legge imprescindibile: rivestimento a toni caldi, tinteggiatura a toni freddi. 
Ho recentemente notato numerose proposte di gres texturizzati, ossia con una matericità superficiale che riproduce juta, tatami e intrecci tessili compresi i tartan scozzesi. L’effetto è davvero gradevole e morbido; vanno scelti in colori non aggressivi, grigi, tortora, corda poiché in questo caso a parlare è la ricchezza della trama e non il colore. 
Sempre molto di moda la cortina, le mattonelle rettangolari montate sfalsate da scegliere anche in formati ridotti (7,5 x 15 per esempio); se scelte in bianco, si potrebbe osare un virile stucco antracite per un effetto molto Brooklyn. Splendida la cortina in nero satinato, da abbinare a pareti anche colorate ... e mai, mai uno stucco colorato. 
Se il tutto si abbina ad un box doccia con telaio in alluminio nero abbiamo fatto tombola, e non spaventiamoci della rubinetteria in acciaio ... ma come? Telaio nero ... non deve essere tutto nero o tutto acciaio? Non più. Questa semmai è un’attenzione da riservare in caso di presenza dell’ottone spazzolato. Più glamour di lui solo Audrey Hepburn in tubino nero che fischia per chiamare il taxi. Attenzione in ogni caso alla planimetria del nostro locale bagno: è sempre opportuno scegliere dimensione e tipo di rivestimento in base al progetto. Un ambiente tutto spigoli, nicchie e piccole pareti avrà bisogno di un formato “elastico” quindi non troppo grande, per evitare tagli ed eccessivi sprechi di materiale. 
L’ultimo cenno lo meritano le resine, quelle vere, proposte da numerosi produttori di vernici più o meno blasonati e costituiscono una reale alternativa ai rivestimenti. Sono prodotti che vengono passati in più strati (fondo aggrappante, fondo rasante, strati di finitura pigmentata in numerosi colori…) studiati per resistere ad acqua e umidità, adatti anche a box doccia e vasca. 
Grande risultato estetico, costo del materiale e della posa in opera non proprio da mercatino delle pulci ma come si dice, noblesse oblige. Trasferiamo rapidamente il focus su come disporre i rivestimenti. Se fino a 30 anni fa si usava rivestire le pareti di “mattonelle” fin sopra la porta, in tempi più recenti la tendenza è stata quella di ridurne l’altezza a circa un metro, magari rifinendo il tutto con un torello o una greca (oggi torello e greca per carità, peste fame e carestia). 
Attualmente siamo tornati a considerare un rivestimento alto, ma fino al soffitto e su poche pareti, quelle più esposte all’acqua, come fossero campi decorativi che devono quindi necessariamente avere il loro appeal. Il resto rimane rigorosamente nudo, a smalto o a resina, colorato a contrasto rispetto al rivestimento o con toni coordinati. L’avere liberato alcune pareti, o porzioni di esse dal rivestimento ci permette di decorare il nostro bagno con un quadro, una collezione di fotografie o di poggiare sulla parete un mobile contenitore. Un ambiente sempre più simile ad una sala da bagno quindi a prescindere dalle dimensioni, dove funzione e raffinatezza chiacchierando insieme, ci accolgono in accappatoio. 
CLOINTERIORS - ARCH. CLAUDIO CORSETTI
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