Il fascino di un giardino segreto

Un hotel orizzontale valorizza e rilancia il verde come elemento caratterizzante di un linguaggio architettonico semplice e pulito 

H14 è un nuovo concetto di hotel, situato in una di quelle aree di Roma che disegnano il panorama della capitale all’occhio del residente o del visitatore: si trova infatti in uno spazio incastonato tra l’Orto Botanico e via San Francesco di Sales. La struttura appare come una sorta di giardino segreto, timidamente nascosta dagli sguardi dei numerosi turisti che, giornalmente, affollano Trastevere, uno dei rioni che più identifica Roma. Varcando un cancello si entra in una corte privata, nella quale un caratteristico palazzetto romano risalente ai primi dell’Ottocento coesiste, in un tessuto articolato tipico del centro storico, con il retro dei palazzi di Via della Lungara e alcuni edifici industriali risalenti alla metà del Novecento, memori di una città di botteghe e artigiani. È esattamente su questo lotto che lo studio di architettura guidato da Carlo Stabili ha riconvertito l’esistente per dar vita ad H14. 
L’involucro non poteva essere demolito, per motivi di vincoli storici prima che per scelta etica, è stato dunque scelto di preservarne, per quanto possibile, l’anima. A partire da questa idea, si è poi voluto attualizzare e valorizzare questa stessa anima, declinandola secondo il nuovo linguaggio architettonico pensato dallo studio. Le linee progettuali sono dure, rette e sottolineate da profili metallici, presentano variazioni di geometrie e materiale utilizzato, al fine di esaltare la presenza del verde, che è parte integrante nella riconversione. Da un punto di vista strettamente funzionale si è deciso di collocare la reception al piano terra e la caffetteria al primo piano, all’interno del piccolo palazzetto che insiste sulla corte privata cui ci si riferiva poc’anzi. Dalla caffetteria si può uscire sulla terrazza, ampia circa 500 mq. 
Le camere sono diciassette, di cui tredici in categoria superior e quattro in deluxe, e sono state collocate in quegli spazi che, in origine, erano parte del deposito di legname, un ambiente ricco di storia che è già stato più volte riutilizzato come sede di corsi di arte teatrale. Ogni camera presenta un ingresso, indipendente, sul giardino interno, il quale vuole essere, nell’immaginario dei progettisti, una naturale prosecuzione dell’Orto Botanico; qui è stato riservato, ad ogni alloggio, uno spazio privato, caratterizzato da una seduta per il riposo. L’intero progetto è stato concepito come un susseguirsi di spazi in cui il confine tra interno ed esterno è minimizzato quanto più possibile, e risponde a motivazioni funzionali.  
Un volume dalla grande altezza, da cui traspare chiaramente la natura industriale dell’immobile, è stato destinato a sala meeting e convegni; tutti gli arredi selezionati sono stati affidati ad artigiani italiani che ne hanno curato ogni dettaglio, collaborando strettamente con lo studio, il quale ha deciso di percorrere una strada definita di “realismo”, trattando i materiali nella maniera più pura ed autentica possibile. Semplificare e rimuovere ogni orpello superfluo che alterasse il luogo in cui si stava operando ha reso possibile la restituzione sincera di un luogo caratteristico, persino unico, nella realtà romana. 
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